Sardegna Volleyball Challenge, lo sport come strumento di inclusione sociale

Sardegna Volleyball Challenge, lo sport come strumento di inclusione sociale.

Il Sardegna Volleyball Challenge non è stato solo spettacolo e agonismo. Oltre alla grande festa per il ritorno in campo a Oristano di Alessia Orro e alla parata di grandi stelle del volley mondiale, la manifestazione ha dedicato una mattinata intera al convegno “Volare oltre i limiti”, una riflessione su sport e valori per promuovere inclusione, partecipazione attiva e cultura dell’uguaglianza.

Il compito è stato affidato dalla Gymland e dagli Assessorati ai Servizi sociali e allo Sport del Comune di Oristano ad Alessandra Campedelli, allenatrice italiana di pallavolo, che ha raccontato la sua straordinaria storia e il suo impegno per l’autodeterminazione delle donne attraverso lo sport.

Insieme a lei, a moderare il dibattito e stimolare le riflessione, il giornalista Roberto Petretto. Durante l’incontro con gli studenti del Liceo Scientifico Sportivo Mariano IV e del Turistico Sportivo di Oristano, ha presentato il suo libro “Io Posso” e alcuni filmati sulla sua esperienza con la Nazionale Italiana Sorde, con le Nazionali femminili in Iran e Pakistan, e il trailer del docufilm “Donne di Altri Mondi”.

Insieme agli studenti ha condiviso una riflessione sui diritti e le libertà spesso date per scontate con l’obiettivo di offrire ai giovani un punto di vista differente, ispirandoli a diventare cittadini attivi, capaci di ascoltare e accogliere la diversità in ogni sua forma.

“Questo è un momento educativo molto importante perché ci fa capire come il motore dell’intero movimento sportivo sia alimentato dall’entusiasmo e dalla passione di tutti, ma soprattutto dei giovani – ha detto l’Assessore allo Sport Antonio Franceschi introducendo il convegno -. Sono loro il vero fattore di cambiamento e di crescita della società ed è proprio sui giovani che dobbiamo investire non solo con eventi di grande impatto come il Torneo internazionale appena concluso, ma anche con momenti di riflessione e di confronto come il convegno con Alessandra Campedelli, una straordinaria testimone dei nostri tempi e di diverse culture”.

“Oggi, dopo due bellissimi giorni di spettacolo di altissimo livello, abbiamo l’opportunità di riflettere sulla capacità che ha lo sport di qualificarsi come uno strumento utile per far riflettere e veicolare valori importantissimi per l’inclusione e la crescita sociale” ha aggiunto Lucia Sanna, direttore tecnico della Gymland.

“Libro e docufilm mettono in evidenza il mio pensiero sullo sport come strumento per il superamento di barriere fisiche, della comunicazione, culturali e di genere – ha detto Alessandra Campedelli -. Nelson Mandela ha pronunciato una frase che mi ha segnato molto e ha indirizzato molte delle mie scelte: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”. È stata la scintilla che mi ha ispirato e che, in ogni contesto in cui ho operato, mi ha accompagnato nel proporre l’idea che lo sport può essere un agente di trasformazione sociale capace di abbattere le barriere che ancora esistono e non solo in Iran e in Pakistan, ma anche da noi in Italia. Nel nostro Paese delle atlete viene spesso mostrato un lato che non è quello della prestazione sportiva, ma legato al carattere o al lato estetico e questa non è una cosa normale. Certo, in nazioni come Pakistan e Iran le discriminazioni sono ben più profonde e radicate al punto tale che a molte donne paiono normali. E allora è attraverso lo sport, straordinario strumento di integrazione e di inclusione, di educazione e crescita sociale, che si può agire per abbattere queste barriere”.






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